Le nostre origini

Il patriziato nel Medioevo, le concessioni di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, di Verona, ecc., Conte di Pavia e di Angera, che così scrive:

Considerando la costanza nella fedeltà e l’integrità della devozione che i nostri amati consoli, il comune e gli uomini della nostra terra di Carona, nel distretto di Como, ci hanno chiaramente dimostrato in molteplici occasioni, soprattutto quando l’intera patria comasca era quasi completamente sconvolta, senza alcun riguardo per le differenze di cose o persone, confidando unicamente nella nostra protezione sotto il nostro nome. E quindi, desiderando onorarli con qualche dono che, contemplandolo, possa incoraggiare tanto loro quanto i loro discendenti a mantenersi più solidamente e saldamente nella fedeltà e devozione verso di noi e verso la nostra celebre casa, con queste presenti lettere…..

Oltre a privilegi di natura finanziaria come esenzione da particolari dazi e statutaria, il giorno 13 gennaio 1414, Carona ed i suoi patrizi ottengono il loro stemma.

…….. deliberatamente e con piena consapevolezza, accogliendo inoltre le loro suppliche e richieste, concediamo e attribuiamo a questi nostri consoli, al comune e agli uomini, per il loro onore e dignità, come stemma e insegna del loro comune, uno stemma così composto: in campo azzurro, un monte bianco ombreggiato con la chiesa di San Salvatore, con un campanile sulla sommità, una porta rossa, la terra alla base del monte e un lago di Lugano ondulato in basso. Tali insegne devono essere dipinte e rappresentate nella stessa forma e modo in cui sono raffigurate nella pagina del presente nostro privilegio.

Origini  della contesa

La divisione tra Guelfi (dal casato dei Welfen, famiglia rivale dell’imperatore Federico Barbarossa) e Ghibellini (dal castello di Waiblingen, un centro di potere degli Hohenstaufen, la dinastia di Federico Barbarossa) nacque nel XII secolo nell’ambito delle lotte per il potere tra il Papa e l’Imperatore del Sacro Romano Impero.

Guelfi: Sostenitori del Papa e del potere ecclesiastico (di cui i patrizi di Carona; Morcote e Sonvico, con il duca di Milano). Promuovevano l’autonomia delle città italiane dall’autorità imperiale.

Ghibellini: Sostenitori dell’Imperatore, difendevano il ruolo centrale dell’Impero e il controllo imperiale sulle città italiane.

Archivio storico patriziale

Lo scorso anno l’Ufficio patriziale, su indicazione della precedente Assemblea, ha dato mandato alla Sig.ra Tamara Robbiani (archivista e storica) di procedere ad una valutazione dello stato dei documenti situati a Carona presso la ex casa comunale. A seguire un secondo mandato per lo spostamento dei documenti presso l’archivio storico della città di Lugano ed un loro censimento.

Per una loro consultazione, si invita gli interessati a prendere contatto con il patriziato attraverso il formulario situato presso la pagina contattaci.

Archivio storico della città di Lugano

L’Archivio storico della Città di Lugano, costituito nel 1980 a Casa Cattaneo e trasferito nel 2019 a Palazzo Tosetti Riva (ex Casa comunale di Castagnola), ospita oltre 1’000 metri lineari di documenti e libri antichi, una camera climatica per la conservazione di negativi fotografici e un’ampia sala di lettura.

I fondi documentari, tutti precedenti il 1946, riguardano i quartieri di Besso, Brè-Aldesago, Castagnola-Cassarate-Ruvigliana, Centro, Loreto e Molino Nuovo; comprendono le carte prodotte dal Patriziato di Lugano, di Carona e dall’Amministrazione comunale, i fondi dell’Ospedale di Santa Maria, del Tribunale distrettuale di Lugano, degli ex comuni di Brè-Aldesago e Castagnola (aggregati a Lugano nel 1972) e numerosi fondi privati.